lo Stiletto Wagon

il nostro furgone-scarpiera da trasferta!

Quando Veronica si è dimessa a Parigi nel 2012, aveva lanciato Stiletto Academy da 2 anni ma non era ancora indipendente al 100%. Reduce di cancro e divorzio, quando capisci cosa vuoi fare veramente, quando hai la fortuna di capirlo e soprattutto che puoi farcela, a un certo punto tagli corto e ti lanci. Non ne puoi più e scalpiti come un cavallo che sbruffa col morso tirato, avviene tutto molto in fretta ma in realtà è l’ultima fase di un lungo processo. A me quel processo è durato ben due anni, racconta.

Con l’imminente uscita del suo libro Tacco 12 (Sperling & Kupfer), Veronica decide di fare il salto. Da startupper previdente teme il fallimento, allora decide di eliminare tutte le spese possibili, affitto incluso. La cosa più difficile, spiega, è liberarsi dai propri tabù, dai “E ora cosa penseranno di me?”, la paura del salto nel vuoto, la paura di rifare tutto daccapo e magari non farcela e dover tornare indietro con la coda fra le gambe. Ma è quella stessa paura, quell’adrenalina a far si che tu salti. E non si torna mai indietro, perché come dicono in Argentina “Nadie te quita lo bailado” Nessuno ti toglie quel che hai ballato”.

E qua comincia il bello.


Dopo aver abbandonato l’idea hippy-chic del Volkswagen Westfalia perché troppo basso e ridotto, oltre che alimentato solo a benzina nei modelli anni 60, opta un un Renault Master del 87 versione lunga, malamente camperato. Ma il furgone è perfetto: ha un portellone laterale ed è già isolato perché blindato. L’acquisto è di 3000€ più passaggio di proprietà 256€, e va a prenderlo a Bordeaux da un vecchiettino ex panettiere della marina francese. Cinque metri e sessantaquattro per metterci dentro tutta la sua vita. Un’idea terrificante e liberatoria allo stesso tempo. Lo battezza Lucio.

A volte essere architetti aiuta molto, e Veronica disegna gli interni di Lucio in 3D prima di mettersi all’opera. Parcheggiato in giardino nella casa di campagna di famiglia, comincia a lavorare. Crea anche un vano nel retro per la Vespa 50, dato che non ci si parcheggia molto facilmente con un furgone lungo in città.

I lavori prendono due mesi di lavoro intenso, dalle 8 del mattino a mezzanotte. Di sera accende un faretto sopra un cavalletto, puntato dentro dai portelloni aperti. I lavori si svolgono tutto gennaio e febbraio 2013, ma non è stato un inverno molto freddo. Prima smantella gli interni e poi ricostruisce panche, armadio, angolo cucina e pipì-room. Le persone hanno tutte percorsi diversi, per ricostruirsi dopo una grave crisi, Veronica ricomincia da questa cellula abitativa mobile che era allo stesso tempo un rifugio che un passaporto per la libertà.

Lucio è pronto e parte per lo Stiletto Westin Tour a febbraio del 2013, direzione Milano.


L’entusiasmo di chi intraprende non conosce limiti e sfocia spesso nell’incoscienza. Veronica non aveva la patente e chiedeva ad amici e parenti, e spesso ai suoi fan su Twitter col tag #GuidamiLucio, di accompagnarla nelle varie tappe dei suoi eventi. Il furgone Lucio è stato guidato e indelebilmente marchiato da tantissimi autisti ed è sempre arrivato a destinazione. L’unica a non aver lasciato “segni” è stata la prima pilota, sua sorella, che l’ha guidato per più di mille km da Parigi.

Lucio ha portato a termine le 14 date dell’ultimo Stiletto Tour 2015, da Milano alla Puglia, servendo non solo da dimora on the road per migliaia di kilometri allo Stiletto Team, ma si è anche rivelato utilissimo per il trasporto degli allestimenti degli stand dei vari sponsor, diventando un ottimo alleato di Stiletto Academy che ne usufruisce in comodato d’uso.
Durante i due Grandi Tour, lo Stiletto Team ha alternato i periodi spartani a bordo del furgone con la comodità del lusso a 5 stelle dei partner alberghieri dell’anno: i Westin Excelsior nel2013, e i Best Western Premier nel 2015. Dalle stelle alle stalle, e ritorno.

Quando si fanno scelte di vita drastiche, le persone sono molto curiose e si interessano attivamente al seguire il racconto. Mollare tutto e andare a vivere in un furgone è il sogno di moltissime persone, davvero tante, ma farlo veramente rientra in quelle liste di sogni mai realizzati perché troppo estremi.
Ecco perché tutti amano Lucio.

“Lo rifarei mille volte, adesso che ho provato la vita on the road ho imparato a vivere con più coraggio”, racconta Veronica. “Spesso siamo noi stesse i nostri nemici più accaniti, perché ci lasciamo influenzare dai nostri propri tabù e limiti. Dopotutto, perché dovrebbe importarci quel che pensano o potrebbero pensare certe persone? È la tua vita, non la loro, che pensino pure quel che vogliono. Tu invece ti fai un caffè all’alba davanti alla scogliera di Polignano fra un evento e l’altro, ed è questo senso di Libertà a farti diventare invincibile, perché vincere i propri freni è il percorso più lungo”

“La vita è un viaggio, e sta a te salire a bordo”